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UNIFIL: la missione ONU in Libano

Scopri cosa fanno in nostri soldati impegnati in una delle missioni ONU più delicate: UNIFIL Libano. Leggi il nostro articolo!

UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) rappresenta una delle operazioni più significative delle Nazioni Unite. Con essa si vuole garantire la pace e la sicurezza in Medio Oriente, in particolare nella regione cosiddetta Blue Line, la zona compresa tra il sud del Libano e il confine con Israele.

Parliamo di un’area che ormai da decenni è teatro di forti tensioni. Per questo motivo sono diverse le nazioni che da tempo operano nell’area per ristabilire la pace e il supporto alle popolazioni civili colpite dagli scontri.

Missione UNIFIL: quando nasce e perché

La missione UNIFIL è cominciata il 19 marzo 1978 con le Risoluzioni 425 e 426 emesse dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Tali soluzioni avevano principalmente due obiettivi: il ritiro delle truppe israeliane dalla Terra dei Cedri e il ripristino dell’autorità libanese nel suo territorio. UNIFIL, con i suoi presidi, avrebbe quindi mantenuto la pace e dato assistenza al popolo libanese per ritornare ad occupare le zone sottratte da Israele.

Le invasioni però non sono mai cessate. Il 6 giugno 1982 Israele oltrepassava ancora una volta i confini del Libano meridionale con la missione denominata “operazione Pace in Galilea”. Essa rispondeva principalmente agli attacchi dell’OLP (l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina) che da diverso tempo si era stabilizzata nel Sud-Libano, ed era già stato in passato, una delle giustificazioni per le azioni di Israele.

Patrizia Nissolino premio Federterziario

L’evoluzione di UNIFIL dal 2006

A causa delle continue tensioni in queste aree del Medio Oriente, UNIFIL ha avuto diverse proroghe. Nel 2006, in seguito ad attacchi israeliani oltre la Blue Line, è stata approvata la Risoluzione 1701. Essa invitava caldamente sia Israele che le milizie armate guidate da Hezbollah – l’organizzazione paramilitare nata negli anni ’80, diventata poi anche partito politico – a cessare ogni ostilità e rinforzava la presenza di UNIFIL sul territorio, aumentando le sue unità da 2.000 a 13.000.

Gli obiettivi della missione in Libano sono diversi. Dal monitoraggio del disarmo delle diverse fazioni coinvolte, al supporto alle popolazioni sfollate nonché assistenza ai civili e a tutti coloro che lavorano per ristabilire la pace in queste zone, duramente colpite da decenni di guerre e tensioni.

UNIFIL e il contributo italiano

In UNIFIL sono ben cinquanta gli Stati che tutt’ora partecipano alla missione in Libano, fornendo risorse per portare avanti l’operazione. Sebbene la missione sia iniziata nel 1978, l’Italia ha ufficialmente aderito nel luglio 1979. Da allora, non solo il nostro Paese ha partecipato all’operazione, fornendo supporto e assistenza con più di 2.500 unità sul territorio (la quota più alta tra tutti i paesi di UNIFIL), ma ha anche visto nostri emeriti connazionali prendere le redini di UNIFIL nei vari decenni.

Dal febbraio 2007 infatti, fino al gennaio 2010, il generale Claudio Graziano è stato al comando della missione. Da gennaio 2012 invece l’incarico è passato al generale Paolo Serra, fino al luglio 2014, per poi andare al generale Luciano Portolano fino al luglio 2016. Da agosto 2018 a febbraio 2022 il comando di UNIFIL in Libano è stato portato avanti dal Generale di Divisione Stefano Del Col. Infine, oggi, e più precisamente da giugno 2025 un’altra figura di spicco dell’Esercito Italiano guida l’operazione nella Terra dei Cedri, il Generale di Divisione Diodato Abagnara.

UNIFIL oggi

Come sappiamo, il Medio Oriente, ancora adesso è un luogo di guerre e tensioni sempre più preoccupanti. Il passato continua a guidare le scelte delle varie fazioni. Lo vediamo ogni giorno tra telegiornali, quotidiani e social network. La Striscia di Gaza è luogo di orrore e distruzione ma non è l’unico. Nel corso degli ultimi mesi infatti anche le stesse stazioni UNIFIL sono state prese di mira dagli attacchi dell’IDF. A ottobre 2024, la base della città di Naqoura – a pochi chilometri dalla Blue Line – è stata colpita da Israele.

I raid hanno lasciato il segno, ferendo due caschi blu originari dello Sri Lanka. Ma non è stato l’unico episodio. Sempre negli stessi giorni, una base UNIFIL situata nei pressi della città di Shama, nel Libano meridionale, sembra essere stata accidentalmente centrata da otto missili di Hezbollah. Fortunatamente, in questo caso, non ci sono stati feriti, ma quattro soldati italiani sono comunque stati messi sotto osservazione per eliminare ogni eventuale dubbio.

Che gli attacchi siano volontari o accidentali, le basi UNIFIL continuano a presidiare un’area molto sensibile. Sebbene ora il cuore della guerra in Medio Oriente si trovi diversi chilometri più a sud, lungo la Striscia di Gaza, la Blue Line resta ancora sotto tensione. C’è chi considera la presenza dell’ONU con la missione in Libano come “scomoda” e chi invece di grande supporto per la protezione dei civili che da anni continuano a perdere amici e familiari. Con la presenza e il continuo supporto di UNIFIL, si vuole preservare la Terra dei Cedri, garantendo alle persone di vivere ancora nelle proprie case.

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Cosa fa l’Esercito Italiano in Libano?2025-08-19T12:17:58+02:00

L’Esercito Italiano partecipa attivamente alla missione UNIFIL con circa 1.000 militari. Le attività comprendono pattugliamenti, osservazioni, checkpoint, supporto alle forze armate libanesi e assistenza umanitaria. Il contingente italiano opera nel Settore Ovest, contribuendo alla stabilizzazione dell’area lungo la Blue Line e rafforzando la sicurezza e il legame con la popolazione locale.

Chi comanda UNIFIL oggi?2025-08-19T12:15:51+02:00

Dal 24 giugno 2025 il comandante di UNIFIL è il generale italiano Diodato Abagnara, che ha assunto il comando presso il quartier generale di Naqura, sostituendo il generale spagnolo Aroldo Lázaro Sáenz. È il quinto ufficiale italiano alla guida della missione ONU in Libano.

Che cosa è UNIFIL?2025-08-19T11:27:23+02:00

UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) è una missione di pace delle Nazioni Unite istituita nel 1978 per garantire il ritiro delle truppe israeliane dal Libano e assistere il governo libanese nel ristabilire il controllo sul proprio territorio, in particolare nel Sud del paese. Dal 2006 ha un mandato rafforzato per monitorare il cessate il fuoco e sostenere le forze libanesi.

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