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Aerei Guardia di Finanza: storia e parco mezzi

Aerei Guardia di Finanza

Gli aerei Guardia di Finanza svolgono un compito fondamentale nel monitoraggio dei nostri cieli: scopri come operano e la loro storia

Gli aerei Guardia di Finanza sono una componente importante del Corpo. Nell’hangar della GdF troviamo sia velivoli che elicotteri, i quali sono incaricati di controllare i nostri cieli per prevenire condotte criminali. In questo articolo cercheremo di scoprire come nacque l’idea di dotare i Finanzieri di aeromobili e come è possibile fare parte di questo reparto

La storia degli aerei Guardia di Finanza: dalle origini al secondo dopoguerra

All’inizio del Novecento, il Capitano Luca Bongiovanni ebbe l’idea di dotare la Guardia di Finanza di mezzi aerei. Proprio lui fu il primo finanziere a dotarsi del brevetto da pilota (1912), rientrando tra i pionieri che intuirono l’importanza della sorveglianza aerea.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale due anni dopo impedì però al Corpo di procedere e sviluppare il progetto. Questo tuttavia non impedì ad alcuni ufficiali della GdF di conseguire anch’essi il brevetto. L’avvento del secondo conflitto mondiale arrestò nuovamente questa svolta, finché nel Dopoguerra si potè finalmente dotare la Guardia di Finanza con aerei.

Il 1° febbraio 1954 si istituì – grazie ad accordi con lo Stato Maggiore dell’Aeronautica – il Servizio Aereo della Guardia di Finanza. Al Corpo vennero dunque affidati alcuni SM 82 e Fiat G 12. L’anno successivo entrarono invece nell’hangar tre aerei “Beechcraft” C.45 dell’Aeronautica Militare.

Iniziò, parallelamente, a farsi strada l’idea di impiegare – accanto agli aerei – anche gli elicotteri, che facevano il loro esordio nella Guerra di Corea. Vennero così consegnati il 18 aprile 1955 i primi due elicotteri AB47G prodotti dalla Agusta su licenza della casa americana Bell.

La Guardia di Finanza fu la prima a dotarsi di questi nuovi mezzi e per molti anni rimase l’unica Forza di Polizia a possederli. Nell’estate del 1958 avvenne però la svolta: lo Stato Maggiore dell’Aeronautica decise che i tempi erano maturi perché la Guardia di Finanza si dotasse di piloti di elicottero qualificati.

All’inizio degli anni Settanta lo Stato si impegnò a rinnovare l’hangar del Corpo con i velivoli della serie Nardi-Hughes 500 con propulsione a turbina. A partire dalla seconda metà degli anni ’80, la struttura addestrativa e logistica venne notevolmente potenziata, elevandola a livello di Gruppo Aereo, e trasferita presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare.

Patrizia Nissolino premio Federterziario

Dagli anni Ottanta ad oggi

Negli anni ’80 gli Aerei Guardia di Finanza furono protagonisti di un profondo rinnovamento. Innanzitutto la Convenzione di Montego Bay (1982) determinò nel diritto internazionale marittimo un incremento delle possibilità di intervento repressivo anche oltre i limiti del mare territoriale. In secondo luogo, il parco aeromobili del Corpo subì un cospicuo ammodernamento.

Dismessi i C.45, lo Stato si impegnò per acquisire i più efficienti elicotteri A 109 All, dotati di radar di scoperta e di strumentazione per il volo notturno, e gli AB 412, elicotteri multiruolo per missioni di trasporto e soccorso sia in mare che in montagna.

Vennero consegnati inoltre alcuni bimotori ad ala fissa Piaggio P166 DL3 e i nuovi ATR 42 MP. Questi mezzi richiedevano però un potenziamento della piattaforma gestionale. Pertanto, presso l’aeroporto di Pratica di Mare, si istituì il Centro di Aviazione.

Questo aveva alle dipendenze le strutture deputate alla gestione amministrativa e logistica della flotta aerea del Corpo e il Gruppo Aereo deputato all’addestramento di specialità del personale aeronavigante.

La svolta più importante arrivò però nel 2001, quando il Decreto Legislativo del 19 marzo 2001 n. 68 attribuì in via esclusiva al comparto aeronavale della Guardia di Finanza funzioni di polizia economica e finanziaria in mare. Un’ulteriore spinta si ebbe poi nel 2016, quando il Decreto Legislativo n. 117 soppresse le Squadre Nautiche della Polizia di Stato, i siti navali dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato e i relativi mezzi, trasferiti alla GdF.

Come operano gli Aerei Guardia di Finanza

Il Comparto Aeronavale del Corpo è strutturato su una componente di Proiezione e su una componente Regionale. La prima, dotata di mezzi più performanti, risponde alle esigenze di controllo dei cieli e delle acque del Mediterraneo e si articola su tre Gruppi Aeronavali e su un Gruppo di Esplorazione Aeromarittima. La componente Regionale, invece, si suddivide in 15 Reparti Operativi Aeronavali dislocati lungo tutte le coste nazionali.

Tutti i reparti aeronavali del Corpo contribuiscono ai Piani Operativi per il conseguimento degli obiettivi preposti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Pertanto i principali campi d’azione e di contrasto sono:

  • il controllo economico della fascia costiera, del mare e delle acque interne, congiuntamente al monitoraggio dello spazio aereo sovrastante;
    il concorso ai servizi di polizia doganale per la sorveglianza del traffico marittimo, il contrasto alla contraffazione e all’importazione di merce illegale;
  • l’indebito utilizzo di prodotti energetici per i quali sono previste agevolazioni in materia di accise;
  • l’impiego di personale “in nero” a bordo delle imbarcazioni;
  • i casi di illegittima percezione di contributi a carico del bilancio nazionale ed europeo previsti per gli operatori del settore marittimo e della pesca, principalmente per la ristrutturazione del naviglio, gli impianti di acquacoltura, la riconversione professionale del personale navigante e la demolizione dei pescherecci;
  • il concorso nelle attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale e demaniale, grazie alle dotazioni tecnologiche installate sui mezzi aerei e a specifiche iniziative di collaborazione con enti di ricerca;
  • la polizia marittima a titolo di concorso nella constatazione delle violazioni amministrative e penali previste dal Codice della navigazione.

Elicotteri e Aerei Guardia di Finanza

La flotta aerea Guardia di Finanza (facente parte del più ampio parco mezzi della Guardia di Finanza) si suddivide in:

  • Aerei
  • Elicotteri

A seconda delle esigenze d’impiego, la GdF può dispiegare sul campo diversi velivoli.

Aerei

Gli Aerei Guardia di Finanza sono:

  • ATR 42 – 400 / 500 MP
  • Piaggio P 180 Avanti II
  • ATR 72 MP

L’ATR 42 – 400 / 500 MP è un velivolo moderno, primo esempio di vettore civile utilizzato in campo militare. L’aereo permette di effettuare una vasta gamma di missioni, anche in caso di uso prolungato. Sono diverse le configurazioni che possono essere messe a punto su questo velivolo, come la “Maritime Patrol (MP)”, che consente di effettuare missioni di pattugliamento aeromarittimo a lungo raggio.

Il Piaggio P180 Avanti II è invece utile per il trasporto tattico veloce di unità operative e per il supporto ai mezzi e al personale impiegato fuori aerea. Questo aeroplano può contare tre superfici portanti oltre a due piccole ali anteriori che ne incrementano l’efficienza aerodinamica complessiva. L’Avanti II può inoltre completare missioni di trasporto sanitario, con imbarco fino a 2 barelle e relativo personale medico.

L’ATR 72 MP può farsi carico di 72 passeggeri oltre che di 4 membri dell’equipaggio nella versione trasporto. Nella configurazione operativa MP (Marittime Patrol), garantisce il trasporto di 11 passeggeri oltre a 8 membri della crew. Il suo equipaggiamento include il Sistema di Missione ATOS (Airborne Tactical Observation and Surveillance), nonché diversi sensori e sottosistemi altamente modulari, flessibili ed implementabili. La caratteristica principale di questo sistema è l’avanzata interattività tra macchina e uomo grazie alla raccolta in tempo reale di dati. Questo consente di modificare l’assetto del velivolo in caso di mutamento delle situazioni tattiche. In più, sull’ATR 72 MP è possibile trasmettere contributi multimediali mediante connessioni satellitari avanzate.

Patrizia Nissolino premio Federterziario

Elicotteri

La Finanza può impiegare, a seconda delle esigenze, i seguenti elicotteri:

  • AW 139
  • AW 169
  • A 109 Nexus
  • AB 412 HP
  • NH 500

L’AW 139 e AW 169 sono in grado di operare in missioni a medio raggio. Nello specifico l’AW è equipaggiato con un avanzato sistema di missione, costituito da sensori e sottosistemi modulari, flessibili, implementabili che consentono all’elicottero di eseguire missioni sia diurne che notturne di sorveglianza e ricerca, elettronica ed elettro-ottica ad ampio spettro, anche in ambiente marino.

L’A 109 Nexus è un elicottero bimotore leggero multiruolo che il Corpo, congiuntamente ad altre Forze di Polizia e Amministrazioni dello Stato, ha scelto per la costituzione di una linea di volo che esalti l’interoperabilità dei sistemi di missione. Nell’ambito della flotta ad ala rotante del Corpo, questo elicottero ha rappresentato una soluzione ideale in caso di condizioni meteorologiche marginali.

Utilizzato dalle Sezioni Aeree di PisaVarese e Bolzano, l’AB 412 HP è un elicottero di classe media, biturbina, con carrello fisso a pattini, provvisto di un rotore principale quadripala e di un rotore anticoppia bipala posizionato sull’estremità superiore della deriva. Questo elicottero, potente e duttile, svolge missioni di ricercasoccorsotrasporto multiruolo e sanitario sia su terra che su mare.

L’NH 500 è un mezzo aereo monomotore dalla caratteristica forma a “uovo“, la cui cabina è divisa in due parti: quella anteriore, che costituisce l’abitacolo di pilotaggio, e quella posteriore, che costituisce la cabina passeggeri o il vano di carico. È principalmente utilizzato in ambito regionale, quale elicottero per la ricognizione terrestre, l’osservazione e il pattugliamento costiero e l’assistenza al personale e ai mezzi dei reparti territoriali.

Come pilotare gli Aerei Guardia di Finanza

Per guidare gli Aerei Guardia di Finanza è possibile intraprendere due strade: quella da civile o da personale già arruolato.

Personale civile

La prima è da personale civile, accedendo ai Corsi regolari del Ruolo Aeronavale d’Accademia, appositamente indetti, in numero variabile di anno in anno.

Superato questo scoglio, si accede al percorso accademico in cui, oltre agli studi propedeutici per conseguire la Laurea Specialistica in “Scienze della Sicurezza Economico e Finanziaria”, si svolgono esami specialistici. Questi consistono in: Navigazione AereaTraffico AereoMeteorologiaMeccanica del VoloRadarDiritto Internazionale del MareDiritto della Navigazione ecc.

Si frequentano inoltre corsi teorici e pratici di sopravvivenza (in mare e in montagna), di pilotaggio alianti e di inglese specialistico. Durante l’ultimo anno del quinquennio accademico si viene poi indirizzati verso il Corso di Pilotaggio corrispondente alla specializzazione per la quale si è stati arruolati (“Pilota Militare” o “Pilota di Elicottero Militare”).

Il Corso si svolge presso le Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare. Il culmine di questa fase prevede la discussione della tesi di Laurea Specialistica e l’assegnazione ai Reparti di Volo.

Personale già arruolato

La seconda strada si intraprende se si è già arruolati presso la Guardia di Finanza.

Il personale già appartenente al Corpo deve partecipare ai concorsi periodici che sono indetti per conseguire il Brevetto di Pilota Militare. È possibile ottenere questa indispensabile qualificazione presso il 70° Stormo dell’Aeronautica Militare di Latina con addestramento basico e iniziale su un aereo SF260 e con addestramento avanzato su P166DL3 e P166DP1.

Il Brevetto Militare di Pilota di Elicottero viene conseguito presso il 72° Stormo dell’Aeronautica Militare di Frosinone con addestramento su un NH500E.

Fase comune

Dopo questo percorso formativo, i piloti conseguono la capacità operativa sugli aeromobili in dotazione ai Reparti a cui vengono assegnati. Si acquisisce dunque esperienza di volo sia sul mare che in montagna, preparandoli alla versatilità d’impiego tipica degli aeromobili del Corpo.

Questo addestramento avanzato è svolto a livello centrale presso il Centro di Aviazione di Pratica di Mare e a livello periferico presso i Reparti stessi. Questo perché si deve conseguire una completa impiegabilità in ogni tipo di missione di volo.

Per ottimizzare l’addestramento, le Fiamme Gialle hanno iniziato ad utilizzare un simulatore di volo per l’abilitazione su ATR42, P180II, AB412HP, A109N e AW139. Perciò si sale a bordo di un aereo reale esclusivamente durante l’ultima fase del corso. L’utilizzo del simulatore è inoltre molto conveniente perché al suo interno è possibile cambiare di volta in volta condizioni meteorologichesimulare avarie per ovvi motivi non riproducibile nella vita reale.

Patrizia Nissolino premio Federterziario

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A cosa servono gli aerei della Guardia di Finanza?2025-09-19T16:09:14+02:00

Gli Aerei Guardia di Finanza svolgono un compito fondamentale nel monitoraggio dei nostri cieli: sono incaricati di controllare i nostri cieli per prevenire condotte criminali. Il Comparto Aeronavale del Corpo è strutturato su una componente di Proiezione e su una componente Regionale.

La prima, dotata di mezzi più performanti, risponde alle esigenze di controllo dei cieli e delle acque del Mediterraneo e si articola su tre Gruppi Aeronavali e su un Gruppo di Esplorazione Aeromarittima.

La componente Regionale, invece, si suddivide in 15 Reparti Operativi Aeronavali dislocati lungo tutte le coste nazionali. I principali campi d’azione sono: il controllo economico della fascia costiera, del mare e delle acque interne, il concorso ai servizi di polizia doganale per la sorveglianza del traffico marittimo, il contrasto alla contraffazione e all’importazione di merce illegale. Inoltre, svolgono attività di prevenzione e repressione degli illeciti ambientali e demaniali.

Quanti aerei ha la Guardia di Finanza?2025-09-19T16:10:52+02:00

Gli Aerei Guardia di Finanza conta su 780 unità di personale, con 72 aeromobili, tra aerei ed elicotteri.

La sola flotta aerea è composta da veicoli quali: ATR 42 – 400 / 500 MP, Piaggio P 180 Avanti II, ATR 72 MP.

L’ATR 42 – 400 / 500 MP è un velivolo moderno, primo esempio di vettore civile utilizzato in campo militare, che permette di effettuare una vasta gamma di missioni.

Il Piaggio P180 Avanti II è utile per il trasporto tattico veloce di unità operative e per il supporto ai mezzi e al personale impiegato fuori area.

L’ATR 72 MP può farsi carico di 72 passeggeri oltre che di 4 membri dell’equipaggio nella versione trasporto, mentre nella configurazione operativa MP garantisce il trasporto di 11 passeggeri e 8 membri della crew. Per quanto riguarda gli elicotteri, la Finanza può impiegare AW 139, AW 169, A 109 Nexus, AB 412 HP, NH 500.

Come pilotare gli aerei Guardia di Finanza?2025-09-19T16:14:21+02:00

Per guidare gli Aerei Guardia di Finanza è possibile intraprendere due strade.

La prima è da personale civile, accedendo ai Corsi regolari del Ruolo Aeronavale d’Accademia, appositamente indetti, in numero variabile di anno in anno. Superato questo scoglio, si accede poi al percorso accademico in cui, oltre agli studi propedeutici per conseguire la Laurea Specialistica in “Scienze della Sicurezza Economico e Finanziaria”. Si frequentano inoltre corsi teorici e pratici di sopravvivenza (in mare e in montagna), di pilotaggio alianti e di inglese specialistico. L’ultimo anno del quinquennio accademico si viene poi indirizzati verso il Corso di Pilotaggio corrispondente alla specializzazione per la quale si è stati arruolati (“Pilota Militare” o “Pilota di Elicottero Militare”). Il Corso si svolge presso le Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare. Terminata questa fase, gli Ufficiali Piloti discutono la tesi di Laurea Specialistica e sono assegnati ai Reparti di Volo.

La seconda strada si intraprende se si è già arruolati presso la Guardia di Finanza. Il personale già appartenente al Corpo deve partecipare ai concorsi periodici che sono indetti per conseguire il Brevetto di Pilota Militare. È possibile ottenere questa indispensabile qualificazione presso il 70° Stormo dell’Aeronautica Militare di Latina con addestramento basico e iniziale su un aereo SF260 e con addestramento avanzato su P166DL3 e P166DP1. Il Brevetto Militare di Pilota di Elicottero viene conseguito presso il 72° Stormo dell’Aeronautica Militare di Frosinone con addestramento su un NH500E.

Dopo questo percorso formativo, i piloti conseguono la capacità operativa sugli aeromobili in dotazione ai Reparti a cui vengono assegnati. Si acquisisce dunque esperienza di volo sia sul mare che in montagna, preparandoli alla versatilità d’impiego tipica degli aeromobili del Corpo. Questo addestramento avanzato è svolto a livello centrale presso il Centro di Aviazione di Pratica di Mare e a livello periferico presso i Reparti stessi. Questo perché si deve conseguire una completa impiegabilità in ogni tipo di missione di volo.

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